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OMAGGIO A LUIGI GHIRRI

anno
2012
luogo
LUGO DI ROMAGNA (RA)
programma
RECUPERO-RESTAURO / SPAZI PUBBLICI / RIQUALIFICAZIONE URBANA
superficie
6230 mq
importo lavori
635.000,00 euro
committente
COMUNE DI LUGO – UNIONE DEI COMUNI DELLA BASSA ROMAGNA
progettisti
STARTT, ENRICA DALL’ARA (P’ARC), SARA ANGELINI, MATTEO ZAMAGNI
con
CHIARA CAPRIULO, CHIARA IACOVONE, TOMMASO MENNUNI, DAVIDE ONORATI, DAVIDE PERSANTI, ANDREA VALENTINI
Consulente

per la botanica
PAOLO ROSETTI





PRIMO PREMIO
stato di progetto
IN CORSO DI PROGETTAZIONE ESECUTIVA
L’oggetto di concorso è la riqualificazione della corte interna del Pavaglione; immenso quadriportico settecentesco che racchiudeva uno tra i più grandi mercati della seta delle Romagne e del nord Italia. Un grande vuoto urbano, racchiuso all’interno di un caravanserraglio, posizionato al centro dell’abitato di Lugo, sul sedime dell’antico foro romano e dell’antico grande spiazzo fieristico medioevale, immediatamente sotto la fortezza. Un grande vuoto di 8000 mq circondato da quinte monumentali di ordine gigante, al centro di un abitato che oggi conta circa 30.000 abitanti. La centuriazione romana, i tracciati di cardo e decumano, il grande spiazzo fieristico di origine altomedioevale che si mantiene fino al 1600, infine il recinto settecentesco del quadriportico fanno parte di un registro di segni utilizzati per definire il grande spazio vuoto. Come nella tecnica del graffito un grande piano astratto in terra stabilizzata è inciso a ritrovare le tracce dei sedimenti della storia e a portarne di nuovi. Lo spazio aperto per le manifestazioni culturali e quello alberato sono separati lungo l’antico asse del cardo; i cavidotti per le utenze e i canali di deflusso delle acque piovane diventano i tracciati dello spiazzo medioevale. Nuove incisioni nella terra modellano leggere increspature del piano per creare ambienti morbidi adatti al relax e al tempo libero sotto le alberature; una costellazione di grandi sedute - disposte a creare microambientazioni - segna il piano liscio; infine una pedana performabile per eventi, costituisce il ready-made dada che completa la composizione. Questo insieme di tracce - contemporanee oppure mutuate dalla storia - scompare nella notte e lascia il posto a surreali presenze luminose che emergono nella nebbia in omaggio al lavoro di Ghirri dipanato lungo la via Emilia. Le incisioni nel piano diventano segni luminescenti che si confrontano con le luci puntuali delle grandi luminarie, moltiplicate dagli elementi catarifrangenti a terra o rarefatte nel cielo della bassa padana, secondo la lezione del Profilo delle nuvole.