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il Fantasma del Nolli

anno
2014
luogo
Ex Corderie dell’Arsenale - Venezia
programma
installazione a: Fundamentals – Monditalia - 14. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia
volume
5,5 x 4,5 x 1,25 m
committente
Biennale di Venezia – Curatore Rem Koolhaas – Presidente Paolo Baratta
progettisti
stARTT - Simone Capra, Claudio Castaldo, Francesco Colangeli, Dario Scaravelli.
ricerca storica
Francesca Romana Stabile
collaboratori
Fabio Coletta, Andrea Valentini, Valentina Cestari, Elisabetta Vacca
sponsor
Artexa – il tappeto italiano
fotografia
Gabriele Lungarella
   
stato di progetto
REALIZZATO
E’ il nome del progetto di ricerca presentato alla 14. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, nella sezione Monditalia che vuole raccontare l’Italia attraverso 40 architetture, altamente rappresentative dello stato corrente del paese.
Il Fantasma del Nolli presenta il caso studio dell’Ospedale San Giacomo di Roma, antica istituzione pubblica della città, codice 476-480 della mappa del Nolli, chiuso nel 2008 dalla Regione Lazio, all’interno delle misure per il controllo della spesa. L’ospedale, fondato nel 1339, viene chiuso il 31 ottobre 2008 e l’edificio inserito all’interno di un fondo immobiliare destinato alla vendita.

Fin qui sembra una delle tante operazioni di valorizzazione privata del patrimonio immobiliare pubblico. Pochi giorni prima però, presso l’Archivio di Stato di Roma viene ritrovato il testamento del Cardinale Antonio Maria Salviati, che aveva voluto la ristrutturazione del complesso sanitario nel XVI secolo:
In Nomine Domini e per volere del potente prelato l’Ospedale San Giacomo, proprietà della famiglia Salviati, viene donato alle Istituzioni Sanitarie del Popolo Romano e l’edificio destinato ad uso pubblico a patto che ne venga salvaguardata la funzione sanitaria; in caso contrario gli eredi della famiglia ne rientrerebbero in possesso.
Il ritrovamento del documento mette in questione la procedura di alienazione da parte del governo regionale - ultimo discendente delle antiche istituzioni del popolo romano in materia di sanità. Nonostante questo l’ospedale, perfettamente funzionante, viene chiuso; ma il complesso resta abbandonato, al centro del conflitto giudiziario tra l’amministrazione pubblica che ne difende la cartolarizzazione e i privati – i Salviati più le associazioni cittadine - che ne difendono l’uso ospedaliero.

La vicenda del San Giacomo parla delle tensioni e dei conflitti al tempo della crisi che attraversano l’architettura e gli spazi pubblici, quali forma fisica dell’infrastruttura urbana della città europea. La sua chiusura pone insieme la questione dello statuto del patrimonio, del ruolo delle Istituzioni del welfare e dell’identità della città europea, che si è articolata e stratificata intorno alle grandi istituzioni pubbliche.
Nella sua sospensione di corpo fantasma, Il San Giacomo rappresenta una risorsa latente e potente, da interrogare -con la forma del progetto?- per immaginare il futuro e ripensare l’architettura dei commons, in particolare della sanità, al tempo della società dell’informazione, dentro i tessuti compatti e altamente artificiali della nostra condizione urbana contemporanea e oltre i processi di crisi.