ANNO
2026
LUOGO
Pantheon, Roma
PROGRAMMA
Restauro- recupero | Riuso | Patrimonio | Archeologia | Accessibilità |
SUPERFICIE
700 mq
IMPORTO LAVORI
670.000,00 euro
COMMITTENTE
MIC, Ministero della Cultura, Repubblica Italiana
Direttore Generale Musei dott. Massimo Osanna,
Direttore Polo Museale del Lazio (2020 – 2021) Dott.ssa Edith Gabrielli, Direttore del Pantheon dott. Luca Mercuri,
Direttore Musei Statali della città di Roma (2021 – 2024) Mariastella Margozzi, Direttore del Pantheon arch. Gabriella Musto,
RUP. Arch. Antonio Zunno.
Direttore Pantheon e Castel Sant’Angelo - Direttore Musei Nazionali della città di Roma (2024-2026), Dott. Luca Mercuri.
PROGETTISTI
STARTT (architettura e coordinamento)
SM Ingegneria – Prof. Claudio Modena (strutture)
IPM ingegneria (impianti)
ESECUZIONE
arch. Gabriella Musto - MIC (Direzione Lavori)
S.A.C. Società Appalti e Costruzioni S.p.A. (lavori).
FOTO
Alessandro Penso
Per gentile concessione della Direzione Musei Nazionali della città di Roma - Pantheon
STATO DI PROGETTO
REALIZZATO
Il progetto di STARTT rende visitabile gli ambienti dell’area archeologica alle spalle della Rotonda del Pantheon attraverso un nuovo accesso al monumento che valorizza la relazione con la forma urbis della città.
Pantheon – Microarchitetture per l’archeologia è il progetto per il recupero e l’apertura al pubblico dell’area archeologica e degli spazi retrostanti alla Rotonda del Pantheon di Roma. Questi ambienti, distribuiti su due piani, testimoniano come il monumento rappresentasse la testata di un sistema urbano longitudinale, che coinvolgeva l’intero isolato urbano fino all’odierno largo Argentina, prima che gli interventi realizzati durante il Regno d’Italia demolissero le strutture della Basilica di Nettuno e isolassero il monumento, con l’obiettivo di farne il mausoleo di Vittorio Emanuele II. L’area ospita la cappella della Basilica di Santa Maria ad Martyres – prima icona bizantina di Roma- e la sua sacrestia, i frammenti superstiti dell’architettura delle diverse fasi storiche del Pantheon e della Basilica di Nettuno al primo piano.
Il progetto permette l’apertura al pubblico di questi luoghi, nel segno dell’inclusione sociale e dell’accessibilità per tutti. Il progetto lavora per sottrazione, con l’obiettivo di enfatizzare la spazialità romana compressa tra il cilindro perimetrale della Rotonda e quello dell’abside della Basilica di Nettuno, ancora percepibile in forma di rudere, all’esterno, da via della Palombella. Nel nuovo assetto tutto è espositivo, i passaggi di collegamento e gli annessi diventano il luogo dove si esplora la relazione tra lo spazio storico e il corpo del visitatore; ogni ambiente è confinato e riorganizzato come spazio visitabile, per mezzo di elementi architettonici contemporanei site-specific. Questi oggetti-dispositivi, pur rispondendo a determinate necessità tecniche, si comportano come macchine-installative isolate all’interno del percorso, micro-architetture che si confrontano con lo spazio archeologico con il fine di esaltarne le tracce della storia, attraverso l’uso dei materiali.
L’intervento punta quindi alla leggibilità dello spazio antico, lavorando sulla differenza dei materiali: antico-laterizio / contemporaneo-metallico. Se lo spazio storico si stringe o si dilata lungo le curve in laterizio del Pantheon e dell’abside della Basilica scomparsa, il percorso si snoda linearmente in orizzontale e in verticale, sopra, lungo e dentro le lastre metalliche usate per il suo rivestimento, le quali, per mezzo di un trattamento superficiale non uniforme, si confrontano con la polvere del tempo del Monumento.