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WHATAMI

anno
2011
luogo
ROMA
programma
SISTEMAZIONE DEGLI SPAZI ESTERNI DEL MAXXI / SOSTENIBILITA'
superficie
600 mq
committente
FONDAZIONE MAXXI & MOMA
progettisti
stARTT, FRANCESCO COLANGELI, ANDREA VALENTINI
tecnologie

del verde
MASSIMO BRIZIARELLI
plastico
YOAQLAB



PRIMO PREMIO
stato di progetto
REALIZZATO
WHATAMI è un arcipelago di un mare immaginario composto di isole mobili, che si dispongono liberamente lungo il piazzale esterno del Museo, a seconda delle necessità e degli usi. Si distende lungo la superficie di cemento, o rifluisce, nella sua formazione chiusa, all’interno dell’area individuata dal bando.
WHATAMI è la corruzione di “What am I” declinazione industriale del primo puzzle inventato nel 700 a scopo ludico-didattico da John Spilsbury , che si smontava lungo i confini geografici delle terre emerse e delle catene montuose. Un gioco compositivo che vuole essere anche un omaggio alle mappe geografiche di Alighiero Boetti, a cui è dedicato il piazzale del MAXXI.
La grande collina fissa risolve la collocazione sulla gradonata, di un luogo che si intende destinato al relax ed alla sosta, fatto di superfici morbide e continue. Su di essa si stagliano i grandi fiori artificiali che garantiscono l’ombra durante il giorno e l’illuminazione nelle ore notturne. Gli elementi mobili sono oggetti poggiati sul playground costituito dalla stessa piazza dura del Maxxi. Il risultato è un paesaggio onirico fatto di linee geografiche che galleggiano su un mare solido di cemento bianco e che sostengono i grandi fiori artificiali.
L’allestimento prevede un doppio processo di riciclo: gli elementi naturali torneranno alle loro sedi d’origine (paglia, acqua, prato); gli elementi ad alto contenuto tecnologico sono pensati per essere ricollocati come strutture di arredo fisso in altri luoghi della città che ne abbiano bisogno, come i parchi limitrofi o delle disagiate periferie romane; non una dispendiosa soluzione temporanea, ma un impegno verso l’intero spazio urbano.